Volevo trarre spunto dalla risposta di Neil Gaiman per parlare di una parte del mestiere di scrittore che non viene molto presa in considerazione dal punto di vista critico-analitico: il rapporto con i lettori. Anzi, il rapporto che i lettori hanno con gli scrittori.
"Martin is not your bitch", è stato il succo della risposta di Neil Gaiman a un lettore che si era lamentato, in modo molto arrogante, dei tempi di scrittura lunghi di Martin e pretendeva che si muovesse a rilasciare gli ultimi libri di "A song of ice and fire".
"Martin non é la tua puttana". Ma se i lettori sono arrivati anche a pretendere, sia la velocità sia che gli elementi della storia vadano come comoda a loro, significa che c'è stato un processo che è partito dagli scrittori stessi.
La tendenza è quella guidata dalle ragioni economiche, per cui uno scrittore deve produrre almeno un libro all'anno. Che faccia schifo, non importa, tanto la gente si è già abituata alla bassa qualità dell'editoria mondiale, l'importante è darsi una mossa. Inoltre, gli scrittori sembrano essersi adeguati a questo aspetto economico, arrivando anche a imbastire libri basati solo sulle esigenze dei lettori.
"Volete che personaggio x muoia? Volete che y e z si mettano insieme?", chiede l'autore.
"Sì!!!", rispondono in coro i lettori. "Proprio come abbiamo deciso dovesse accadere nelle fan fiction."
L'autore fa un inchino servile e ritorna alla propria scrivania.
Certo, non tutti i lettori sono così e nemmeno tutti gli scrittori si piegano così tanto alle esigenze del pubblico. Fatto sta che molti, troppi lettori sono stati abituati troppo bene. Possono avere quel che vogliono dalla storia? Bene! Non è possibile? Giù a riscrivere la storia attraverso le fanfiction. Secondo la mia opinione, è una tendenza un po' preoccupante: il lavoro dello scrittore è un mero lavoro manuale, un amanuense che copia pari pari le volontà dei lettori e se non lo fanno, la loro scelta creativa non viene rispettata. I lettori battono i piedi, sbuffano irritati e si arrabbiano perché non ha fatto quello che volevano. Insomma, sta crescendo, alimentata da molti fenomeni che bisognerebbe analizzare ma che non ho il tempo di fare, una generazione di lettori viziati che pretendono che lo scrittore faccia i loro comodi.
Ma gli scrittori non sono le vostre puttane.
domenica 8 settembre 2013
martedì 16 luglio 2013
Dirk Gently's Holistic Detective Agency - Recensione
Dirk Gently's Holistic Detective Agency
(Dirk Gently - Agenzia Investigativa Olistica)
di Douglas Adams
Che cos'hanno in comune una torre di fango, un monaco elettrico, il fantasma di un miliardario proprietario di una società di informatica, un professore di Cronologia, un cavallo in un bagno, un divano incastrato nella tromba delle scale, il rampollo di una casa editrice, Samuel Coleridge e il The Rime of the Ancient Mariner, un giovane programmatore e il St Ceed's College? Apparentemente nulla.
Ma Dirk Gently (ex Svlad Cjelli) crede nell'interconnesione fra tutte le particelle dell'universo: è appunto questo il significato del suo metodo di investigazione "olistico". Dotato di un potere di chiaroveggenza che nega di possedere, che però in passato gli ha fruttato guai a non finire, Dirk Gently si guadagna da vivere come investigatore privato "specializzato in gatti scomparsi e divorzi complicati." Almeno fino a quando non si imbatte nel suo vecchio compagno di università Richard McDuff, il quale si trova suo malgrado coinvolto in questa rete di eventi, al cui centro sembra stare uno strano trucco di magia e l'uccisione del miliardario Gordon Way. Ma cosa c'è davvero dietro?
Dirk Gently si presenta fin da subito come "parodia" del famoso detective Sherlock Holmes. Non che questo sminuisca il libro o la trama: Douglas Adams ha dimostrato di saper costruire una trama a incastro che mancava alla trilogia in cinque parti della Guida Galattica, oltre che a saper alternare scene di una geniale ilarità a elevate capacità linguistiche. Douglas Adams, con questo libro, ha creato un capolavoro.
I riferimenti all'esimio investigatore di Baker Street sono continui, oltre ai riferimenti a Doctor Who (da cui, alla fin fine, questa storia è nata). Mentre la massima di Sherlock Holmes prevedeva di escludere l'impossibile per trovare la soluzione, Dirk Gently sembra mettere subito in chiaro che l'impossibile deve essere sempre preso in considerazione. E infatti "impossibile" sembra essere la definizione di questo caso, che esce così tanto dalle possibili soluzioni logiche che Sherlock Holmes avrebbe dato: ed è proprio questo che rende "Dirk Gently's Holistic Detective Agency" uno dei libri migliori che abbia letto di recente.
In definitiva: graffiante, geniale, umoristico e impossibile, una miscela che poi è tipica di Douglas Adams.
I riferimenti all'esimio investigatore di Baker Street sono continui, oltre ai riferimenti a Doctor Who (da cui, alla fin fine, questa storia è nata). Mentre la massima di Sherlock Holmes prevedeva di escludere l'impossibile per trovare la soluzione, Dirk Gently sembra mettere subito in chiaro che l'impossibile deve essere sempre preso in considerazione. E infatti "impossibile" sembra essere la definizione di questo caso, che esce così tanto dalle possibili soluzioni logiche che Sherlock Holmes avrebbe dato: ed è proprio questo che rende "Dirk Gently's Holistic Detective Agency" uno dei libri migliori che abbia letto di recente.
In definitiva: graffiante, geniale, umoristico e impossibile, una miscela che poi è tipica di Douglas Adams.
“Credeva in una porta. Doveva trovare quella porta. La porta era la via verso… verso…
La Porta era La Via. Bene.
Le maiuscole erano sempre il modo migliore di cavarsela con tutto ciò per cui non si aveva una buona risposta.”
sabato 13 luglio 2013
48-91 - Cronache da Utòpia volume I
48-91
Cronache da Utòpia I
Oggi volevo parlarvi di una pubblicazione nata dal mio primo esperimento su THeiNCIPIT (un paio di post fa parlavo appunto de L'Effetto Farfalla) e anche il mio primo approccio fantascientifico. La science fiction è sempre stata fra i miei generi preferiti, testimoni sono le mie serie preferite che in qualche modo rientrano (quasi) tutte sotto questo genere, e lo stesso discorso vale anche per i miei scrittori preferiti.
48-91 è la versione ripresa e ampliata de "L'Effetto Farfalla", senza il limite di carattere imposto da THeiNCIPIT e diviso in cinque capitoli anziché dieci.
Ciò che mi ha divertito di più nel creare questo racconto e questa storia è l'aspetto citazionistico. Gli amanti del genere potranno cogliere molte citazioni/riferimenti a film, telefilm, storie di fantascienza. Ma non mancano elementi che ho introdotto "nuovi", ispirandomi alle ultime scoperte in ambito scientifico (com'è giusto che sia per questo genere.)
Ciò che mi ha divertito di più nel creare questo racconto e questa storia è l'aspetto citazionistico. Gli amanti del genere potranno cogliere molte citazioni/riferimenti a film, telefilm, storie di fantascienza. Ma non mancano elementi che ho introdotto "nuovi", ispirandomi alle ultime scoperte in ambito scientifico (com'è giusto che sia per questo genere.)
Trama
Il brutale assassinio del professor E.Brown, capo della multinazionale che ha fatto la storia degli androidi, mette l'agente di Scotland Yard Chris Anderson sulle tracce di un pericoloso criminale: un androide di ultima generazione, pressoché indistinguibile dagli esseri umani
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The Incipit
domenica 30 giugno 2013
Il Marchio e l'antologia "Dreamscapes - I racconti perduti".
È da un po' che non aggiorno il blog e questa volta lo faccio per un'occasione speciale: è uscita l'antologia della collana Aktoris, edita da GDS, dal titolo "Dreamscapes: I racconti perduti". Fra questi racconti perduti figura anche un mio racconto, "Il Marchio", ambientato nell'universo Naltatis.
| Cliccate per acquistare il racconto singolo in formato ebook.Per gli altri link, alla edizione ebook e cartacea dell'intera antologia, vi rimando alla bara di sinistra sotto l'elenco"Pubblicazioni." SINOSSI
Sono tempi bui per il regno di Renec-Elh e per l’Isola Immortale. Dopo anni, un pericoloso assassino viene assicurato alla giustizia e alle mani del boia. Freyna, l’ultima sua vittima scampata alla morte, ritorna nella capitale per assistere all’esecuzione e affrontare i propri incubi. Con la morte dell’uomo che l’ha storpiata, è convinta di essere riuscita a gettarsi il passato alle spalle. Ma la verità è ben altra: l’esecuzione di quell’assassino sarà solo l’inizio e Freyna lo imparerà a proprie spese, quando dal suo passato torneranno gli spettri di un culto sanguinario e proibito. Un culto il cui simbolo è il Marchio.
Questo racconto si colloca in un momento particolare della storia di Naltatis, l'Isola Immortale.
Siamo verso la fine della Prima Era, in un momento in cui la corruzione dilaga in tutti e Sette gli Elh di cui è composta. A vegliare sull'armonia fra questi regni ci sono un gruppo di guerrieri addestrati per lo scopo, che non appartengono a nessuna patria se non alla piccola isola dove sono stati cresciuti: i Guerrieri del Sangue. E la protagonista è proprio una guerriera del sangue, Freyna "Nayra", che ritorna nella "capitale delle capitali", Renec, per l'esecuzione del serial killer che aveva fatto piombare la città nel terrore anni prima e che l'aveva quasi uccisa, lasciandola irrimediabilmente sfigurata.
L'inizio di che cosa segna l'esecuzione? L'assassino aveva detto di agire per conto di un culto che era già stato bandito per i riti sanguinosi che comportava: il culto di Kaenanhsi, letteralmente il culto dello "spirito di Anhsi". Anhsi, nella mitologia dell'Isola, era il fratello gemello di Ishna e i due erano a loro volta i fratelli maggiori di Natis, il "Custode degli uomini" che si era fatto umano per amore di una fanciulla e per il quale Naltatis era stata creata. Anhsi, divorato dall'invidia, lo aveva ucciso e preso il posto come re dell'Isola: una volta ucciso, grazie al sacrificio di Ishna, si narra che il suo spirito sia così potente da poter agire anche dall' "aldilà" (l'Atisenkae) e quindi è nato un culto per accrescere il suo spirito nel tentativo di rinvigorire il suo potere con il sangue.
Una volta ucciso l'assassino, si pensa che i barlumi di questo culto temuto siano stati soffocati. Ma Freyna impara a proprie spese che non è così e saranno proprio le vicende di questo racconto a spingerla a combattere la guerra fra gli Elh che ne deriverà. Freyna passerà alla storia con il suo nome da "guerriera del sangue" che è Nayra e diventerà una delle eroine più conosciute e cantate nelle Ere successive. Tanto che anche così si chiamerà la protagonista della serie principale di Naltatis, il cui primo volume si chiamerà "Il Sentiero degli Dei."
Spero di avervi incuriosito abbastanza e aspetto i vostri pareri sul racconto! |
sabato 1 giugno 2013
L'Effetto Farfalla - Racconto a capitoli interattivo
Ebbene sì. Ho deciso di dedicarmi a questa sfida lanciata da The Incipit, che spinge gli scrittori a interagire in maniera più stretta con i lettori, tanto da permettere loro di decidere come far proseguire la storia.
Il potere decisionale è sempre in mano all'autore, ma egli deve offrire ai lettori tre possibilità di scelta e in base alle preferenze continuare la storia.
Visto che non mi sono mai dedicata seriamente ad uno dei miei generi preferiti, la fantascienza, reduce anche da qualche lettura di Dick e Lovecraft, ho deciso di iniziare appunto lanciando una storia sulla piattaforma "The Incipit".
Qui il link.
La storia, che in generale avrà il nome di "L'Effetto Farfalla", ha come trama le indagini sulla morte di uno scienziato, il professor E. Brown, trovato brutalmente assassinato nel suo ufficio. L'assassino si rivela fin da subito essere un androide di una generazione che non ha mai visto la luce del mercato, in quanto era un androide dotato di sentimenti e ricordi, pressoché indistinguibile, dunque, da un essere umano. Il protagonista, Anderson, cerca di far luce sulla vicenda, ma si rende conto che prendere l'assassino non sarà facile, soprattutto considerato che gli androidi hanno un sistema di riprogrammazione del dna che permette loro di mutare sembianze: in definitiva, potrebbe essere chiunque.
Il primo capitolo, 48-91, è già online: e puoi essere tu a decidere come proseguire! (in questo caso, come io dovrò proseguire).
Buona lettura!
venerdì 19 aprile 2013
Guida Galattica per Autostoppisti (HHGTTG): 001-004
Buonsalve a tutti voi, terrestri!
La sottoscritta ha deciso di lanciarsi una sfida, precisamente su shockdom, e trasformare in vignette uno dei libri ai quali sono più legata, "Guida Galattica per Autostoppisti" di Douglas Adams.
Le vignette, oltre a comparire su questo blog, compariranno anche sul mio blog in shockdom, assieme alle vignette della storia originale "Babelfish" al quale sto lavorando, sempre all'interno dell'universo della guida.
Intanto queste sono le prime quattro vignette, enjoy!
venerdì 15 marzo 2013
Racconto del mese #01
Racconto del mese
Inaugurio questa nuova rubrica con un breve esperimento ispirato a Jorge Luis Borges.
Labyrìnthos
Questo carcere di pietra è la mia
esistenza.
Non esiste nulla al di fuori di
esso.
Io sono l’unico essere vivente e
di questo luogo io sono il guardiano. Sono io a decidere quel che è destinato
ad accadervi. Io sono l’unico: la mia
parola è legge; le mie azioni, giustizia.
Sebbene in passato mi fu
insegnato a chiamarlo carcere, questo luogo non è tale per me. È la mia casa ed
è grande come il mondo. Mi appartiene più di quanto io non appartenga ad essa e
se mio è il compito di proteggerla, suo è il compito di proteggere me.
Conosco ogni singola parte di
questa mia casa. Ogni sezione si ripete all’infinito, la casa stessa si ripete
all’infinito, come una specie di sortilegio perverso. Tuttavia, il luogo dove
si colloca l’uscita non è più un segreto già da tanto tempo: potrei andarmene,
se lo volessi. Ma non rientra nei miei desideri.
Io sono l’unico. Se anche
desiderassi andarmene, dove dovrei recarmi? Dovrei rischiare forse di cadere
nel vuoto, di perdermi nella non-esistenza? Non esiste nulla al di fuori di
questa casa. Non esiste nulla al di fuori di me.
La quiete e la solitudine della
mia casa non mi pesano: il pensiero di altri è solo una sfumatura dei ricordi o
la memoria di un sogno. Io sono l’unico rimasto. Io sono l’unico.
Nulla turba la quiete della mia
esistenza. Il silenzio è il mio unico compagno.
Solo un incubo ricorrente sembra
tormentarmi. Chiudo gli occhi, seduto sul mio trono di pietra nel cuore della
mia casa, e attendo. Attendo quei rumori frutto delle allucinazioni, quelle grida
che non appartengono ad alcun essere che io conosca. E come ogni anno, quei
suoni figli dell’incubo tornano a tormentare la mia esistenza.
Mi allontano dal mio trono di
pietra. Queste allucinazioni non finiranno da sole, sono io che devo porre loro fine.
Il labirinto è la mia casa. So
esattamente dove queste allucinazioni si trovano. Le raggiungo. Creature
dell’orrore, fuori da ogni mia immaginazione, che parlano un idioma a me
sconosciuto. Figure minute, spelacchiate, urlanti e tremanti, che cercano di
attaccarmi, di farmi del male. Creature che nascono dal buio, dalla parte più oscura della mia mente.
Creature che non esistono. Come possono esistere, se io sono l'unico?
Vogliono insinuare il dubbio in me, far crollare il mondo di cui sono il sovrano.
No, non ci riusciranno. Io sono l'unico e questi incubi non prevarranno su di me.
Muoiono con facilità, schiacciate
sotto il peso dei miei zoccoli. L’orrido liquido rosso imbratta il pavimento
della mia casa, ma so che non è altro che un sogno e che presto ne svanirà ogni
traccia. Anche quei corpi cesseranno di esistere.
Perché io sono l’unico.
Non esiste nessuno al di fuori di
me.
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