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venerdì 23 novembre 2012

A.T.L.A.S. - Coming Soon


Oggi volevo parlarvi di un piccolo progetto in proprio a cui sto lavorando (niente di "editorialmente" ufficiale, si intende). All'inizio doveva essere la raccolta di soli cinque racconti, ma poi ho deciso di ampliare e includere altri miei lavori (sempre di breve respiro). L'antologia sarà disponibile gratuitamente in formato pdf su questo blog, ma anche in versione cartacea (non gratuita) su ilmiolibro.it, probabilmente nei primi mesi dell'anno prossimo.
Il genere dei racconti sarà vario, anche se sarà il "surreale" a prevalere. 
Essendo in fase di lavorazione non posso aggiungere molti altri dettagli, ma cercherò di tenervi aggiornati sugli sviluppi di questo progetto. 







domenica 23 settembre 2012

Racconti e work in progress

Lo ammetto, sono stata parecchio assente: anche perché questo blog, in base alle informazioni datemi da blogger, è letto da statunitensi e inglesi (inglesi, sappiate che vi amo e che vorrei diventare vostra connazionale)
In ogni caso, avendo bisogno di riordinare le idee, ho deciso di pubblicare la lista dei racconti a cui ho lavorato/sto lavorando anche in vista della realizzazione di "ATLAS". Della serie "sì, sto perdendo troppo tempo con i romanzi e ho bisogno anche di dedicarmi a lavori a breve respiro."

Lista dei racconti terminati:

1. Panico da foglio bianco
Che cosa succede quando uno scrittore - in questo caso scrittrice - finisce nel mondo che ha creato, a faccia a faccia con i suoi personaggi? 
Questo racconto è attualmente pubblicato nella raccolta a cura di Beniamino Soprano e Antonio Schiena "Roba da scrittori - l'ombra dell'ignoto."

2. Interview with the devil
In questo omaggio alla Rice, un giornalista viene chiamato alla presenza di un misterioso personaggio che si rivela essere qualcosa di diverso dal semplice uomo. 
Questo racconto è arrivato al quinto posto del concorso "Stirpe Chimerica" indetto da Angela Visalli nel blog "Club Urban Fantasy", e presto uscirà la raccolta "Stirpe Chimerica - volume 1."

3. Leave the Bourbon on the shelf (Murder Trilogy, part 1)
Un amore finito che porta un uomo alla pazzia.
Ispirato alla famosa Murder Trilogy, la trilogia di canzoni (Leave the Bourbon on the Shelf - Midnight Show - Jenny was a friend of mine) della band di Las Vegas "The Killers". Pubblicato nel gruppo "Arte Scritta" su DeviantArt

4. Le rovine di Alessandria (Alexandria's Ruins)
Un custode e un'infinita biblioteca. Un registro e un libro mancante.
Esperimento ispirato a Borges, sul tema della biblioteca e del labirinto.
Presto sarà pubblicato nella raccolta "Various - vol.1" di Prisca Turazzi.  

Racconti in fase di lavorazione

5. Il Marchio
L'esecuzione di un assassino dovrebbe segnare la fine di un incubo: in questo caso, diviene l'inizio di una guerra civile. 
Il Marchio è una storia ambientata nell'universo di Naltatis (uno dei miei romanzi wip), nella Naltatis della Prima Era. La protagonista è Freyna (che in futuro sarà chiamata da tutti "Nayra"), l'eroina di cui le leggende dell'Isola parleranno nei secoli successivi.

6. Labyrìnthos
Un infinito carcere di pietra e una creatura chiusa in esso.
Altro esperimento dedicato a Borges

7. L'ospite indesiderato (The Unwelcome Guest)
Uno scrittore in piena crisi si ritrova licenziato e rimpiazzato da un nuovo "fenomeno letterario". Nel tentativo di riscattarsi, alla sua porta si presenterà uno dei suoi peggiori incubi: un uomo che lo accusa di avergli rubato la storia. 
Ispirato a "Secret Window" di Stephen King.

Altri lavori in progress

Romanzi:
- Naltatis, volume primo
- The Labyrinth Project
- Bentornati a Mìseriville
- L'effetto farfalla (titolo provvisorio)



giovedì 5 aprile 2012

Perché il bad guy è il bad guy

Folle di scrittori o aspiranti tali, me compresa, che vanno in panico alla fatidica domanda.
"Perché il cattivo è cattivo?"


Una domanda più che legittima, ma se riflettete bene vi renderete conto che la maggior parte dei cattivi è così senza alcuna motivazione.

"Perché è cattivo?"
"Perché sì"

E se anche hanno una motivazione, hanno la motivazione più banale del mondo e in ogni caso non sanno dare spiegazioni.

"Perché sei cattivo?"
"Perché voglio conquistare il mondo!"
"E perché?"
"Come perché? Perché sì!"

Punto e capo, dunque.
Così non va. Bisogna difenderli questi personaggi "kattivi"! Io mi pongo alla difesa del kattivo: no al colesterlo, sì ai kattivi!
Quello che voglio dire è che la gente, scrittori in primis, non considera i cattivi. La psicologia dei "cattivi" è uno dei primi elementi che si tende a mettere da parte, ignorare. Cosa serve caratterizzare una persona psicologicamente che tanto non porta alla immedesimazione il lettore? Che cosa serve dare spessore ad un personaggio che comunque starà sulle scatole a tutti?
Serve, serve. Serve eccome!

Psicologia dei "kattivi": dar loro una motivazione
La psicologia dei "cattivi" è un meraviglioso universo sottovalutato.
Innanzi tutto, bisogna dare ai "cattivi" una motivazione che sia una motivazione! Non fermatevi ai soliti cliché della "sete di potere" o "del desiderio di comandare". I "kattivi" non sono nati "kattivi", lo sono diventati. Per quale motivo? Costruite loro un background, per l'amor del cielo! Abusi infantili? Pestando il loro pesciolino rosso hanno improvvisamente compreso che a loro piace uccidere?
Non è necessario che voi raccontiate il loro background, ma è necessario costruirlo perché sono gli eventi del passato che lo spingono ad agire nel presente della vostra storia. Non è lavoro sprecato, credetemi.

Non è tutto bianco o tutto nero.
Esiste il grigio. Nel senso, non affibbiate ai vostri poveri "kattivi" solamente qualità negative: persone tutte negative o tutte positive non esistono (non nella realtà. Quindi questo discorso vale anche per il protagonista, ma di questo si parlerà in un altro articolo): non abbiate paura a far mostrare loro qualche lato umano, qualche debolezza: paradossalmente, questo rinforza il personaggio. Ad esempio, l'antagonista può avere una passione viscerale per l'opera lirica, oppure può avere una donna di cui è innamorato. Insomma, esistono tante piccole cose che potete attribuire loro, senza sminuire la "kattiveria" dei vostri antagonisti.

I cattivi non sono stupidi. Date loro un po' di dignità.
Mi imbatto sempre in storie in cui i cattivi sono proprio stupidi e il protagonista - stupido anche lui - riesce a fargliela sempre sotto il naso. Non va bene così. Cattivo non è sinonimo di stupido. I cattivi hanno una loro dignità e di sicuro questa salterà fuori quando comincerete a caratterizzarlo come si deve.
Vi faccio un esempio: stiamo parlando di un fantasy. Il kattivo di turno è il tiranno, da dieci anni spadroneggia sul regno, uccidendo a destra a manca; gruppi di resistenza non sono mai riusciti a colpirlo. Arriva il primo cretino che si infila nel Palazzo e gli stacca la testa con la spada, trovando i corridoi del palazzo privi di guardie. Vissero tutti felici e contenti. Oppure, ben sapendo di essere il cattivo più cattivo del regno, si mette a passeggiare fra i boschi e i ribelli possono così trafiggerlo con una freccia (è ancora più grave se non pensano nemmeno a colpirlo quando è così vulnerabile). Insomma, NO! Un cattivo non si espone così, a meno che non abbia la garanzia di uscirne incolume: non ho mica regnato dieci anni per farmi uccidere in modo così stupido, no?
Il vostro antagonista non può essere celebroleso, altrimenti non avrebbe spadroneggiato per dieci anni (anche se...).
E in ogni caso, evitate nomignoli stupidi, tipo "Galbatorix". Date loro un po' di dignità o fateli suicidare all'inizio della storia, dopo aver lasciato un biglietto con scritto:
"Non posso vivere con la consapevolezza di essere "un kattivo" poco approfondito e dal nome ridicolo."


God saves the bad guys!


venerdì 16 marzo 2012

Servimi il cielo

Ogni volta ricominciare daccapo con un blog è faticoso. Scegli gli sfondi, scegli i font, scegli i gadget, che cosa scrivere, mettere a posto il tuo profilo: insomma è una noia. Nonostante tutto, questo è terzo blog che la sottoscritta - in un attacco di pazzia - ha deciso di aprire. Di che cosa parlerà? Parlerà di me. Parlerà delle mie creazioni, delle mie idee, della mia mente. Tutto questo sotto il patrocinio della mia ritrovata alleata - scusate, padrona - Ninive che sovrintenderà ogni mia creazione e ogni mio post.
Ed io chi sono? Non mi piace darmi delle etichette, se devo essere sincera, ma per amore di una semplificazione vi dirò in breve che cosa mi piace: la scrittura, il disegno, la musica, l'astronomia e l'archeologia : di interessi ne ho molti di più, ma questi posso definirli senza dubbi i pilastri della mia persona, i punti cardinali per orientarvi all'interno della mia mente.

Allacciatevi le cinture e buon viaggio! - e anche "buona fortuna", ne avrete molto bisogno.
(Non preoccupatevi, Ninive e Shal proteggono il vostro cammino.)