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venerdì 27 luglio 2012

Progetti e Pubblicazioni

È ora di mettere un po' di ordine ai progetti/pubblicazioni a cui sto partecipando/voglio partecipare/ho partecipato


"Che ci fai su internet? Mettiti al lavoro!"

Pubblicazioni
- "Roba da Scrittori - L'ombra dell'ignoto". Antologia di 100 racconti ad opera di Antonio Schiena e Beniamino Soprano. Racconto: "Panico da foglio bianco".
- "Stirpe Chimerica - vol.1" Antologia (ancora in fase di lavorazione) a cura di Angela Visalli, Stefano Muscolino e Michael Rigamonti. Racconto: "Interview with the devil", quinto classificato.


Work in Progress
- "Il Marchio". Racconto ambientato nell'universo "Naltatis", esclusiva per l'antologia - in fase di lavorazione- di Prisca Turazzi.

Revisioni/Correzioni/Progetti 
- Bentornati a Mìseriville. Puntata numero uno: Amnesia.
- Naltatis - volume primo. Revisione capitolo cinque
- The Labyrinth Project Phase 01. Primo capitolo, in fase di lavorazione.

Wish to:
- Partecipazione all'antologia "serial killers"

Altro:
- Racconto a più mani, genere: horror. In fase di lavorazione

Dove potete trovarmi

Eleonora is everywhere!
Suona più come una minaccia che come altro (primo passo per la conquista del mondo è la conquista di internet!)

Blog Tumblr: www.sherit-maatkara.tumblr.com
Più che altro è un viaggio attraverso il meraviglioso mondo delle fandom d'ogni genere. Di solito è il luogo in cui posto schizzi-disegni incompleti per evitare di intasare il mio account deviantArt di porcherie varie.


Pagina DeviantArt: www.sherit-maatkara.deviantart.com
Se la scrittura è la passione primaria, mi esercito anche nel disegno e nella realizzazione di fumetti. 


Writer's Dream: Account "Eleonora P."
Purtroppo, la mancanza di tempo per applicarmi mi impedisce di essere più presente, ma se cercate il parere di altri scrittori o aspiranti tali è il luogo giusto: Writer's Dream permette il confronto diretto con altre persone, il che è il modo migliore per maturare e far maturare le proprie idee-opere.


Account LiberArti - Social Reader Writer Artist
Nasce una nuova iniziativa che permette l'incontro fra artisti-lettori-scrittori che mira all'internazionalità. Ho deciso di pubblicare "Bentornati a Mìseriville" anche su quella piattaforma! 


Ci si vede-incontra-confronta in giro, gente! c:















lunedì 11 giugno 2012

Bentornati a Mìseriville: la serie

Ho deciso di intraprendere una sfida con me stessa. Una storia a episodi, a puntate, come una serie televisiva. In realtà non differisce molto dallo scrivere un libro, se lo si divide in capitoli, ma almeno mi permette di pensare con calma allo sviluppo della storia, senza pensare al numero di pagine massime o al numero di capitoli massimi da scrivere. 

BENTORNATI A MISERIVILLE
Bentornati a Mìseriville nasce molti anni fa, con la stessa modalità: un racconto horror/surreale episodico per una rivista scolastica. Non mi venne chiesto un tema particolare e per la prima volta decisi di indagare qualcosa che non avevo ancora indagato: l'irrazionale. Non scriverò sinossi o altro, anche perché la storia che è un work in progress potrebbe imboccare vie che in passato non ho avuto modo di esplorare, rendendola più matura di quanto non fosse la prima versione. 


Link per il prologo: Bentornati a Miseriville: Prologo
Nel caso in cui voleste lasciare commenti sulla storia, per quanto riguarda il Prologo potete lasciare i commenti sotto questo post. Per i commenti riguardanti gli altri capitoli, saranno da mettere sotto il post corrispondente. Troverete tutti i file disponibili nella sezione "Bentornati a Mìseriville" che si trova sulla barra in alto del blog e i collegamenti ai post dove lasciare i commenti.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

mercoledì 6 giugno 2012

L'uomo dell'autunno


"Garrett, sa perché le ho fatto una cosa simile? Perché lei ha bruciato i libri di Poe senza averli realmente letti. Lei si è accontentato del parere di altri, secondo i quali bisognava darli alle fiamme. Diversamente, si sarebbe accorto di quello che le stavo preparando, pochi minuti fa, scendendo qui sotto. L'ignoranza è fatale, signor Garrett."
Ray Bradbury, Usher II - Cronache Marziane

Il mio primo approccio a Bradbury avvenne anni fa. Sulla antologia scolastica di una mia amica, trovai uno dei racconti della raccolta "Cronache Marziane", intitolato "Usher II", con ovvio riferimento alle opere del grande Poe. Sapete quei brani che non leggi a scuola e che rimangono inesplorati fra le pagine dei testi scolastici? Ecco. Quando cominciai a leggerlo, notai con sorpresa che si trattava di fantascienza. Che c'entra Poe con la fantascienza, direte voi: eppure Bradbury ha saputo fondere questi argomenti apparentemente incompatibili in modo magistrale. Ed io, affascinata da questo nuovo mondo, mi innamorai delle sue parole. Da lì fu un passo breve scorprire il meraviglioso mondo creato da Ray Bradbury, celato fra le pagine di un angosciante ma alquanto spaventosamente veritiero Fahrenheit 451 e la conquista di Marte delle Cronache Marziane.
Ovviamente il mio parere non ha alcuna importanza, né pretende di averla. Questo mio post vuole solo omaggiare, nel suo piccolo, un gigante della letteratura che è stato per me molto importante, un gigante che ha adempiuto allo scopo primario di ogni Scrittore che si rispetti: entrare nel cuore di ogni lettore. E restarci.

R.I.P. Ray Bradbury
6 - 6 - 2012

martedì 8 maggio 2012

Jack in the Box - Project


Jack in the Box: Project è rinato!
A volte ritornano. Ed è proprio questo il caso di una mia vecchia storia dal sapore dolce amaro (un momento, tutte le mie storie hanno un sapore dolce amaro) non ambientato in un altro mondo, senza fringe-science né niente. Per una volta, ho voluto raccontare la vita così com'è (non la mia, per fortuna), la vita spezzata di due fratelli che cercano di inseguire un sogno. Questo progetto era nato tanto tempo fa per essere un fumetto, ma dopo lo storyboard della prima "puntata" è naufragato tutto. Riprendendo in mano quello storyboard, ho deciso che la storia meritava di essere ripresa: ed ecco, Jack in the Box è rinato (anche se non so se manterrò effetivamente questo nome).

Jack in the Box parla del tentativo di recuperare una vita costellata di episodi gravi e devastanti (la morte dei genitori, gli abusi e i maltrattamenti dello zio, dipendenza da droga e un tentativo di suicidio) attraverso il sogno di formare una band. Ma dimenticare il passato non è qualcosa di semplice, e nonostante le difficoltà fino a quel momento affrontate sembra che la vita non abbia smesso di porre ostacoli sul cammino di questi due fratelli, fino al tragico epilogo della storia.
L'immagine dovrebbe essere abbastanza esplicativa dell'assenza di un happy ending, almeno, non nel senso pieno di happy ending. 

Presto uploaderò su questo blog le pagine dell'episodio iniziale di questo fumetto, ancora in fase di storyboard. Tenetevi aggiornati per saperne di più!

Maat



mercoledì 2 maggio 2012

Inattività

Qual misfatto. Mi rendo conto che in due - tre mesi i post sono stati assai pochi. E ora con esami e lavoro e cose da scrivere dubito di poter avere più tempo per aggiornare questo blog - aargh.
In ogni caso, sto lavorando a varie cose fra cui:
- Mìseriville (che presto ricomparirà e sarà scaricabile)
- Il banner dedicato agli eroi di Naltatis (per capire cos'è, vi invito ad andare nell'apposita sezione)
- Un racconto per un concorso (devo ancora decidermi se caricarlo qui o meno, ma credo di no)
- Quattro immagini promozionali per The Labyrinth Project.
- E prima di tutto un post su come NON creare un protagonista (contro Mary Sue e Gary Stu) con la partecipazione di Richard Stu (ehm, volevo dire Rahl).
Insomma, spero di poter caricare queste (e altre cose) una ad una e non intasare tutto subito. Ci vedremo tra un po' di tempo, però, temo.

Adieu!

Intanto mi faccio bacchettare un po' da Ninive per la stesura. Questa civetta è una schiavista!

giovedì 5 aprile 2012

Perché il bad guy è il bad guy

Folle di scrittori o aspiranti tali, me compresa, che vanno in panico alla fatidica domanda.
"Perché il cattivo è cattivo?"


Una domanda più che legittima, ma se riflettete bene vi renderete conto che la maggior parte dei cattivi è così senza alcuna motivazione.

"Perché è cattivo?"
"Perché sì"

E se anche hanno una motivazione, hanno la motivazione più banale del mondo e in ogni caso non sanno dare spiegazioni.

"Perché sei cattivo?"
"Perché voglio conquistare il mondo!"
"E perché?"
"Come perché? Perché sì!"

Punto e capo, dunque.
Così non va. Bisogna difenderli questi personaggi "kattivi"! Io mi pongo alla difesa del kattivo: no al colesterlo, sì ai kattivi!
Quello che voglio dire è che la gente, scrittori in primis, non considera i cattivi. La psicologia dei "cattivi" è uno dei primi elementi che si tende a mettere da parte, ignorare. Cosa serve caratterizzare una persona psicologicamente che tanto non porta alla immedesimazione il lettore? Che cosa serve dare spessore ad un personaggio che comunque starà sulle scatole a tutti?
Serve, serve. Serve eccome!

Psicologia dei "kattivi": dar loro una motivazione
La psicologia dei "cattivi" è un meraviglioso universo sottovalutato.
Innanzi tutto, bisogna dare ai "cattivi" una motivazione che sia una motivazione! Non fermatevi ai soliti cliché della "sete di potere" o "del desiderio di comandare". I "kattivi" non sono nati "kattivi", lo sono diventati. Per quale motivo? Costruite loro un background, per l'amor del cielo! Abusi infantili? Pestando il loro pesciolino rosso hanno improvvisamente compreso che a loro piace uccidere?
Non è necessario che voi raccontiate il loro background, ma è necessario costruirlo perché sono gli eventi del passato che lo spingono ad agire nel presente della vostra storia. Non è lavoro sprecato, credetemi.

Non è tutto bianco o tutto nero.
Esiste il grigio. Nel senso, non affibbiate ai vostri poveri "kattivi" solamente qualità negative: persone tutte negative o tutte positive non esistono (non nella realtà. Quindi questo discorso vale anche per il protagonista, ma di questo si parlerà in un altro articolo): non abbiate paura a far mostrare loro qualche lato umano, qualche debolezza: paradossalmente, questo rinforza il personaggio. Ad esempio, l'antagonista può avere una passione viscerale per l'opera lirica, oppure può avere una donna di cui è innamorato. Insomma, esistono tante piccole cose che potete attribuire loro, senza sminuire la "kattiveria" dei vostri antagonisti.

I cattivi non sono stupidi. Date loro un po' di dignità.
Mi imbatto sempre in storie in cui i cattivi sono proprio stupidi e il protagonista - stupido anche lui - riesce a fargliela sempre sotto il naso. Non va bene così. Cattivo non è sinonimo di stupido. I cattivi hanno una loro dignità e di sicuro questa salterà fuori quando comincerete a caratterizzarlo come si deve.
Vi faccio un esempio: stiamo parlando di un fantasy. Il kattivo di turno è il tiranno, da dieci anni spadroneggia sul regno, uccidendo a destra a manca; gruppi di resistenza non sono mai riusciti a colpirlo. Arriva il primo cretino che si infila nel Palazzo e gli stacca la testa con la spada, trovando i corridoi del palazzo privi di guardie. Vissero tutti felici e contenti. Oppure, ben sapendo di essere il cattivo più cattivo del regno, si mette a passeggiare fra i boschi e i ribelli possono così trafiggerlo con una freccia (è ancora più grave se non pensano nemmeno a colpirlo quando è così vulnerabile). Insomma, NO! Un cattivo non si espone così, a meno che non abbia la garanzia di uscirne incolume: non ho mica regnato dieci anni per farmi uccidere in modo così stupido, no?
Il vostro antagonista non può essere celebroleso, altrimenti non avrebbe spadroneggiato per dieci anni (anche se...).
E in ogni caso, evitate nomignoli stupidi, tipo "Galbatorix". Date loro un po' di dignità o fateli suicidare all'inizio della storia, dopo aver lasciato un biglietto con scritto:
"Non posso vivere con la consapevolezza di essere "un kattivo" poco approfondito e dal nome ridicolo."


God saves the bad guys!